15 Ottobre 2007

NEWSLETTER PUNKARO: FILOSOFIA SPICCIOLA

NEWSLETTER PUNKARO: FILOSOFIA SPICCIOLA

Benvenuti alla newsletter dei Punkaro: l’appuntamento settimanale con la demenza della vostra Punk rock band preferita.

Può darsi che siate stati inseriti contro la vostra volontà a questa Newsletter (anzi, è probabile). Non temete. Per disiscrivervi rispondete a questo messaggio inviandomi la frase: DUCCIO è TALMENTE OBESO CHE SE INIZIASSE UNO SCIOPERO DELLA FAME IL MERCATO DELLA CARNE CROLLEREBBE. Mandatemi questa frase e vi disiscrivo.

 

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Oggi mi sono svegliato malinconico. La nostalgia è una brutta bestia. Bisogna ammazzarla subito. Un po’ come ho fatto con quel testimone di Geova (Voi pensate che io stia scherzando. La verità è che se mi fermano ancora per parlare di quanto sono verdi quelle mele a fianco della strada, io li prendo davvero a  badilate).

Quantomeno mi sono consolato con la mia gatta: pensate, è in grado di dire senza alcuna difficoltà il suo nome. Si chiama “Miao” (d’accordo, questa non è mia. Però resta una battuta geniale).

Comunque oggi ero davvero nostalgico. Stare a spiegare le cause mi farebbe dilungare troppo, vi basti sapere che l’unica volta in cui sono stato così triste è quando il mio primo amore è morto affogato per salvare me, trascinato in mare dal gorgo di quella nave che tutti definivano inaffondabile. Ogni volta che vedo l’oceano penso a lui. Di Caprio mi manca ancora.

E quindi ho deciso di scrivere la newsletter, un po’ perché sono già passate più di due settimane dall’ultima, un po’ per pensare ad altro, un po’ perché l’effetto degli allucinogeni sta svanendo, e tutta la combriccola di gnomi Mentadent sta scomparendo (purtroppo avevo bisogno di soldi, per cui ho affittare alcuni spazi pubblicitari nelle mie allucinazioni. Ogni volta che prendo dei funghetti, prima che facciano effetto mi si rabbuia la vista ed appare la scritta “questa allucinazione è gentilmente fornita da…”) insieme alle loro parole di conforto e di promozione di dentifrici. Non che abbia qualcosa da dire. Ho così poche informazioni da trasmettere che potrei condurre un intera puntata di Lucignolo.

 

Ci eravamo lasciati prima del concerto di Piazza della Rocca. Non è andato male. Certo, gli Abercrombies non hanno suonato (avevano provato poco e temevano di fare rutta figura. Seguendo questo ragionamento noi non dovremmo uscire di casa). Sono stati sostituiti degnamente da un amico di uno dei due barboni di Clusone (Marcù) che, impossessatosi del basso di Miso (basso che da quel giorno ha assunto la magica capacità di trasmettere malattie epidermiche più o meno infettive a seconda di quanto lo si tenga in mano. Vi basti sapere che Miso ha preso le emorroidi. Sulle dita.) ha iniziato a cantare in modo straziante (per una volta non sono stato il peggiore su quel palco!) di estati che stavano finendo, e trattandosi del quattordici di Agosto ci tenevamo tutti le mani sui maroni. Nel caso di Nello non si trattavano dei suoi, ma di quelli un tipo che gli stava seduto a fianco. A fine canzone Giuchino è rimasto stupito dalla profondità di quella lirica. Comunque io sono proprio ilare, ma in realtà quel tizio suonava il basso da maestro, se di maestri di sci si sta parlando.

Insomma: un inizio di alto livello. Svariate persone si sono alzate perciò prima che cominciassimo noi pensando che fosse quello il vero concerto. Quelli che sono rimasti li hanno invidiati.

 

Il proseguo è stato comunque entusiasmante. Certo, il 90% delle persone che abbiamo avvertito per il concerto non sono venute. In compenso c’era altra gente, che ci ha persino ascoltato. Sono tutti rimasti delusi quando hanno scoperto che in realtà Fabrizio Corona non sarebbe venuto a gettare mutande su di loro (anche noi siamo perseguitati da Woodcock. Indiscrezioni dicono che siamo indagati per oltraggio alla musica italiana. Ma noi non ci facciamo problemi. La nostra sala prove ha residenza a Londra, su consiglio di Valentino Rossi), noi abbiamo provato a rimediare inscenando battute volgari e scurrili che non facevano ridere inframezzate da apparizioni di ragazze mezze nude: non siamo riusciti a supplire alla perfezione alla mancanza di Corona, in compenso Vanzina ci ha scritturato per una decina di film con Boldi e De Sica.

In ogni caso le nostre hit hanno riscosso un discreto successo, entusiasmando le folle quasi quanto la Grande Depressione degli anni ’30.

 

Ed attualmente siamo un po’ così. Io oggi sono triste, e come gruppo non proviamo da quasi un mese, perché pare che la gente tenda a compiere gli anni giusto quando dovremmo suonare. Allo stesso tempo non abbiamo un concerto che è uno alle porte (certo. Se qualcuno fosse disposto a farci suonare o trovarci una data noi gli saremmo grati. Non tanto da fare soffocotti –non siamo mica ragazzi di vita. Per arrivare così in là serve ALMENO un appuntamento-, ma abbastanza per una simpatia protratta nel tempo –che poi, se contornata da appuntamento, può sfociare in soffocotto. Ma bisogna avere pazienza. Non è che si può avere tutto subito-), e vi promettiamo che vi offriremo qualche nuova canzone che abbiamo in cantiere.

 

Comunque è così. Oggi mi sento inutile quasi quanto un laureato in Lettere (Ragazzi: fidatevi di me. Non laureatevi in Lettere. Drogatevi, che è meno frustrante e ti dà più prospettive –un giorno potreste diventare pusher. Con Lettere ti precludi anche lo spaccio, e nel contempo lo spacciatore ha un titolo di studio più credibile-). Quando capisci che avresti più fortuna recitando da controfigura delle mutande di Corona, capisci che qualcosa non va. D’altronde i cattivi pensieri non si uccidono (purtroppo i cattivi pensieri e la nostalgia non muoiono così facilmente come i testimoni di Geova, nonostante siano insopportabili entrambi).

Ma in fondo è così. Certe situazioni vanno accettate, tanto più se non si è in grado di risolverle. Come quando ti manca qualcuno a cui hai tenuto tanto e non puoi farci niente. D’altronde è così: le persone si incontrano e ti vengono tolte (a differenza del governo Prodi che ti toglie e basta –da quando le battute me le scrive Tremonti ho l’impressione che ci sia qualcosa che non quadra).

Dicono che le sconfitte insegnino più delle vittorie (beh. Nei miei ventidue anni ho fatto a tempo ad apprendere davvero TAAANTO allora): talvolta sono colpa nostra, talvolta sono colpa nostra ma non si poteva agire diversamente, talvolta noi non si c’entra niente ma si paga comunque dazio.

Non c’è altra soluzione che accettare quel che accade ed andare avanti. E un giorno forse si potrà capire che quel che è successo è stato utile, o troveremo il bandolo della matassa della nostra vita, e magari chi ci manca tornerà. Io spero ancora che Di Caprio non sia affogato.

 

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Ecco i nuovi aggiunti della settimana

Il primo è Marco, il supremo capo del giornale online Voce d’Italia (mi raccomando visitateci. E non lo dico perché ci scrivo, ma perché merita. Ovviamente merita perché ci scrivo) nonché ambasciatore per conto di un paio di nazioni improbabili. Suppongo che questa aggiunta alla newsletter, per la sua felicità, non decreterà la mia cacciata dal giornale giusto perché non sono retribuito.

 

Poi Samuele Bersani, che suppongo conosciate, quantomeno di fama, tutti ed è uno dei cantautori che attualmente apprezzo di più (ebbene sì. Fra i miei scheletri nell’armadio c’è il fatto che sono un accanito ascoltatore di cantautori, oltre che un implacabile recensore musicale su punkwave -…-). Autore di brani celebri come “Chicco e Spillo”, “Spaccacuore” e numerosi altri che non ho voglia di elencare, Bersani ha creato cd molto belli come l’omonimo, “Freak”, “L’oroscopo Speciale” (stupendo) e gli ultimi, “L’aldiquà” e “Caramella Smog”.

 

Ed ora i nuovi gruppi:

I primi sono i Five O’s, nati a Savona del ’98. I Five O’s hanno fatto del punk californiano il loro credo, ed hanno esordito con un album autoprodotto, “Groundfloor”. Accasatisi con la Uaz record, nel 2001 hanno prodotto Don’t Be Sad, e nel 2003 My Last Dream. Le informazioni che possiedono su di loro si esauriscono qui, e peraltro di questi dischi non ne possiedo neanche uno, perciò non mi esprimo.

 


Il secondo gruppo sono i Mercanti di Liquore nati a Monza a metà degli anni ’90. Il loro repertorio è costituito da composizioni originali e da rivisitazioni di alcune tra le più belle canzoni di Fabrizio De Andrè e di altri autori significativi nel panorama della musica italiana. I Mercanti di Liquore si caratterizzano per l'estro e l'originalità degli arrangiamenti personalizzando l'interpretazione dei brani tanto da essere definiti dalla critica specializzata un vero e proprio "power-folk trio", per il personale approccio alla musica d'autore.

 

Per questa settimana ci salutiamo! Alla prossima!                                            MagaPunkaro

 

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08 Settembre 2007

NEWSLETTER PUNKARO: CONCERTO 14 AGOSTO CLUSONE

NEWSLETTER PUNKARO: CONCERTO 14 AGOSTO CLUSONE

Benvenuti alla newsletter dei Punkaro: l’appuntamento settimanale con la demenza della vostra Punk rock band preferita.

Può darsi che siate stati inseriti contro la vostra volontà a questa Newsletter (anzi, è probabile). Non temete. Per disiscrivervi rispondete a questo messaggio inviandomi la frase: DUCCIO è TALMENTE BRUTTO CHE DIO SI STA PENTENDO DI AVER SOSTENUTO CHE L’UOMO è STATO CREATO A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA. Mandatemi questa frase e vi disiscrivo.

 

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(in questa newsletter aggiungerò messaggi subliminali. Finora non hanno mai funzionato con nessuno. Ma io ci riprovo)

MARTEDì 14 AGOSTO SUONEREMO IN PIAZZA DELLA ROCCA A CLUSONE VERSO LE DIECI DI SERA, NON MANCATE!

Le due perle della settimana:

1-il bello di laurearsi in Lettere è che hai a disposizione molti termini aulici per giustificare la tua disoccupazione (ragazzi, fate una buona scelta. Invece di laurearvi in Lettere spacciate eroina. Avrete maggiori prospettive lavorative)

2-Ho finalmente trovato il modo per far gemere la mia ragazza: sto studiando da ventriloquo.

MARTEDì 14 AGOSTO SUONEREMO IN PIAZZA DELLA ROCCA A CLUSONE VERSO LE DIECI DI SERA, NON MANCATE!

E rieccoci qua. Carichi come sempre di quell’entusiasmo tipico fra le persone che stanno assistendo alla propria cottura da parte di cannibali (qui a Rovetta abbiamo sconfitto le popolazioni di mangiauomini. Due giorni fa. Hanno accettato tutti di convertirsi al cattolicesimo. Ora i bambini non li mangiano più. Ci vanno a letto ma poi non li richiamano) noi non ci siamo fatti abbattere dalle illazioni che sostenevano che non ce l’avremmo fatta. Erano solo le solite indiscrezioni di chi soffre dell’invidia del pene nei nostri confronti (soprattutto in quelli di Nello. Lui è un gay molto promiscuo, sicché nel suo caso si può parlare di invidia dei peni –un sentito grazie a Umberto Eco che mi ha fornito personalmente questa battuta velata di una raffinato umorismo in collaborazione con Margherita Hack NdMaga-).

Quindunque siamo lieti di offrirvi uno di quegli spettacoli musicali che vi farà rimpiangere di non essere stati abortiti a tempo debito: il 14 Agosto (la vigilia di ferragosto) in piazza della Rocca a Clusone ci esibiremo in compagnia di un gruppo dal nome impronunciabile (gli “Abercrombies”. Pare che il gruppo abbia adottato questo nome per giustificare un trenta punti in una partita estremamente accesa di Scarabeo –ma quale partita di Scarabeo non è accesa?-) in cui milita il celeberrimo Andrea Chionni (beh, se ancora non lo conoscete è il caso di venire a conoscerlo Martedì, no?).

MARTEDì 14 AGOSTO SUONEREMO IN PIAZZA DELLA ROCCA A CLUSONE VERSO LE DIECI DI SERA, NON MANCATE!

Sarà un concerto di portata talmente mondiale che invaderemo la Polonia per poi dirigerci verso la linea Maginot. Le più grandi star del pianeta hanno già declinato l’offerta a partecipare sostenendo di non essere degne di partecipare a questa mensa. Come non capirle. Grandi nomi del calibro di Maga, Miso, Duccio, Andre, la sua tipa di cui non mi ricordo il nome, Ciuciacapele, Nello, ancora Luca, Giuchino, unabomber, Gerry il tafano ipocrita e altri tutti insieme sullo stesso palco: nemmeno in visita a San Vittore potrete vedere tanti casi lombrosiani riuniti con un unico intento. Disgustare il pubblico. Garantito che ci riusciremo. Ammesso che ci sarà pubblico.

MARTEDì 14 AGOSTO SUONEREMO IN PIAZZA DELLA ROCCA A CLUSONE VERSO LE DIECI DI SERA, NON MANCATE!

La serata inizierà verso le nove e mezza dieci di sera (le sette di mattina per i nostri amici della Micronesia), quando gli Abercrombies ed i Punkaro si esibiranno in quello che sanno fare meglio: utilizzare delle ali di cera per fuggire dal labirinto costruito dal loro padre Dedalo. In seconda battuta suoneranno pure. Per mezzanotte contiamo di finire tutto e farci cacciare dalla piazza per ubriachezza molesta. Proporremo le nostre grandi hit, a partire da “La Dura Legge Del Gol” per passare poi a “Gli Anni” e “Nord Sud Ovest Est”. Poi probabilmente ci accorgeremo di non essere Max Pezzali, per il dispiacere soprattutto nostro di non avere etichetta discografica e neppure un seguito.

In ogni caso, ecco dieci ottimi motivi per venire al concerto:

1-Durante la serata creeremo una nuova religione ed io morirò per poi resuscitare dopo tre giorni e mi vanterò per settimane sostenendo l’originalità della mia trovata.

2-Duccio si sdoppierà in MajinDuccio buono e MajinDuccio cattivo, entrambi brutti, obesi e antipatici (quindi fondamentalmente somiglieranno moltissimo al Duccio originale) ma Son Goku li sconfiggerà entrambi interrogandoli su nozioni di Medicina che i Duccio ignorano nonostante vengano continuamente promossi agli esami.

3-Giuchino reciterà Guerra e Pace utilizzando solo le vocali

4-Nello interpreterà le vocali in guerra e pace

5-Distribuiremo cocaina tagliata con atropina poi inviteremo tutti ad ubriacarsi e mettersi alla guida in omaggio alla nuova associazione di Autisti Alcolisti.

6-Vi illustreremo la strana storia di San Carlo, il santo che durante il martirio venne trasformato in un sacchetto di patatine per miracolo (dio in quel periodo aveva perso motivazioni)

7-Abuseremo di voi ad uno ad uno, ma senza passione

8-Dimostreremo che sia la teoria evoluzionista che quella creazionista hanno delle falle portando come esempio Duccio (Duccio non può rappresentare un evoluzione rispetto a qualcosa. Siamo onesti), e proporremo una nostra personale teoria che non vi posso svelare ora (vi anticipo solo che c’entrano i gatti, i terroristi islamici –quelli c’entrano sempre- ed il pollo fritto dei ristoranti cinesi)

9-Vi assolverò personalmente da tutti i peccati. A meno che voi siate preti. In quel caso non ci posso fare più nulla.

10-Ammazzeremo Voldemorth prima di Harry Potter giusto per rovinargli la saga.

INSOMMA: MARTEDì 14 AGOSTO SUONEREMO IN PIAZZA DELLA ROCCA A CLUSONE VERSO LE DIECI DI SERA, NON MANCATE!

 

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Ecco i nuovi aggiunti della settimana

Il primo è Fabrizio, alias Miss Sgramploffio –soprannome nato in un improbabile capodanno e che da parte mia gli rimarrà tutta la vita. Fabrizio non ascolta i Punkaro, non viene mai ai nostri concerti…sai mai che aggiungendolo alla newsletter gli faremo cambiare idea…

 

Poi i B-Nario. Li ricordate? Nati nel ’93, prima hanno ottenuto successo a Milano con canzoni che onestamente io non ho mai sentito (anche perché non sono di Milano e non ascolto la radio. E’ possibile che entrambe queste circostanze mi abbiano ostacolato…) ottenendo in seguito il disco d’oro e una diffusione su livello nazionale (hanno vinto il disco d’oro sorpassando le cinquantamila copie vendute. Come i Punkaro. Noi abbiamo venduto cinquantamila copie del nostro disco ma si rifiutano di darci il disco d’oro perché le abbiamo vendute a noi stessi. E peraltro non abbiamo scontrini che lo dimostrino). Io li ricordo e li stimo per il singolo “Passeggiando col mio cane” una canzone meravigliosa che ha fatto di me quello che sono (ossia uno schizofrenico). A parte gli scherzi, gran canzone…

 

Ed ora i nuovi gruppi:

Il primo gruppo è Le Formiche Atomiche, nati nel 98 a Sestri Ponente come continuazione i un gruppo del ’92. Nel ’98 registrano il primo demo omonimo, nel 99 il secondo, “Assalto alla terra”, che però non piaceva al gruppo e non viene rilasciato. Ottengono un buon successo con il primo album, “Cercasi Monica Disperatamente”, e nel 2002 sfornano “Stasera in Tv”. Poi non ho più alcuna notizia su di loro. Fino a dove arrivo io suonano pop punk. Cioè, vabbè, ho sentito solo una loro canzone “Dentro il nostro angolo”, che peraltro io consiglio a tutti.

 


Il secondo gruppo sono i Fiftyardsmore. Nati a Vicenza del ’99, propongono un suono simile al Post hardcore della scena di Washington (onestamente non so assolutamente di cosa si sta parlando). Nel maggio 2000 registrano Work Number One, il primo Ep, e giungono al 2002 al primo disco, Venus Alter Ego. Poi non so più che fine abbiano fatto. So che almeno uno dei componenti suona nei La Crisi, ma le mie informazioni finiscono qui.


 

Per questa settimana ci salutiamo! Alla prossima!                                            MagaPunkaro

 

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09 Giugno 2007

QUANTE CAZZATE. NEWSLETTERE DEI PUNKARO

beh, mi rendo conto che nel complesso ho scritto tante di quelle minchiate che non ho voglia di star qui a giustificare.... vuoi perchè il vecchio computer mi ha abbandonato sicché non ho più ritenuto il caso di venire qui (non mi sento di criticare il vecchio computer. Finché ce l'ha fatta è stato onesto), vuoi perchè comunque nel contempo ci sono stati parecchi sismi esistenziali (di tutto. Veramente di tutto) ammetto che ho abbandonato studenti.it non lasciando notizie di me (quantomai sconvolgente).
vi omaggio perciò della newsletter dei Punkaro... per chi ancora non lo sapesse, Maga sono io!

NEWSLETTER PUNKARO: PIù BELLI E SIMPATICI CHE MAI. NUOVA FORMAZIONE
Benvenuti alla newsletter dei Punkaro: l’appuntamento settimanale con la demenza della vostra Punk rock band preferita. Può darsi che siate stati inseriti contro la vostra volontà a questa Newsletter (anzi, è probabile). Non temete. Per disiscrivervi rispondete a questo messaggio inviandomi la frase:DUCCIO E’ TALMENTE STUPIDO CHE, SE ANCHE VENISSE DECAPITATO, LA SUA VITA NON SUBIREBBE GROSSE MODIFICHE. Mandatemi questa frase e vi disiscrivo. Per scaricare i nuovi mp3 dei Punkaro (La Dittatura Delle Merde, Il Segreto Degli Umpa Lumpa, Fuck The Reality Show e La Difficoltà Di Essere Un Elfo Nel Terzo Millennio)WWW.MYSPACE.COM/PUNKARO         OPPURE         WWW.AUDIRI.COM/PUNKARO IL CD DEI PUNKARO FINALMENTE SCARICABILE GRATUITAMENTE A QUESTO INDIRIZZIO: http://rapidshare.com/files/27876176/Punkaro_Minorati_mentali_ma_fieri_di_esserlo.rar.htmlNell’arco di una vita tutti si deve fare delle scelte. Si va da quelle più semplici riguardanti la pornografia a quelle più complicate, che spesso riguardano ancora la pornografia (spero che la vostra vita sentimentale sia più attiva della mia. Oddio, effettivamente non augurerei a nessuno di avere una vita sentimentale come la mia. Fondamentalmente, se volete provare un’esperienza simile, basta prendere un martello e sbatterselo con violenza sulle dita. Poi ripetere l’operazione continuamente. Se il martello tende anche a irridervi mentre vi colpite, vuol dire che ci siete quasi. Ma, ad essere onesti, se avete una vita sentimentale come me non vi conviene fare queste cose perché la mano è una preziosa alleata –tu Duccio cosa ridi a fare?-. Insomma, la mia vita sentimentale è così tetra che Bela Lugosi vuole interpretare la mia parte –scusa Marco se mi permetto di parlare di cinema senza il tuo copyright-).Ebbene, noi la decisione l’abbiamo presa subito. L’idea di smettere non è passata per la testa a nessuno nel gruppo (vabbè, non che di idee ne passino in quantità industriale…il sindacato della nostra intelligenza è in vacanza perpetua…), sicché la ricerca del batterista è continuata imperterrita. Cioè, riconosciamo pure a Duccio l’impegno, però la situazione era effettivamente sconsolante. Ultimamente emergency aveva denunciato più volte gli abusi di Duccio nei confronti della batteria. Naturalmente ho convinto il mio amico Bush ad insabbiare il rapporto. (Io e Bush abbiamo molto in comune. Entrambi stavamo morendo soffocati a causa di una nocciolina ed entrambi siamo stati presidenti degli Stati Uniti –non ve l’ho mai raccontata?-)E perdipiù ultimamente alle nostre prove era sempre presente gente quantomeno strana. Pare che Moira Orfei, per istruire i nuovi clown, li portasse a vedere noi suonare. E contemporaneamente erano presenti agenti segreti della CIA per imparare il cosiddetto “metodo Duccio”, infallibile per fare confessare i prigionieri di guerra.Esso consiste nel prendere due bacchette e picchiare a caso ma con violenza sul corpo del carcerato nel disperato tentativo di seguire il ritmo della canzoni dei Punkaro. Pare che sia una tecnica infallibile. O almeno, in sala prove, quando suonava Duccio, la batteria confessava tutti i reati che le venivano in mente. Eppure un bel giorno, cavalcando un muletto bianco (ognuno ha il principe azzurro che si merita), si è aggiunto a noi Luca. Da quel momento abbiamo finalmente raggiunto una formazione credibile, e le canzoni sono tornate quelle dei bei tempi andati. Insomma, noi Punkaro siamo ritornati, per la gioia dei nostri milioni di fans sparsi per il globo. Da quel giorno (ormai cinque-sei settimane orsono) stiamo rimettendo a punto tutte le canzoni. In sunto, la nuova composizione della band è più o meno questa: Luca alla batteria, Nello alla chitarra, Giuchino alla chitarra e ai cori, Miso al basso ed ai cori, Duccio e il profeta Maga (io) alla voce. Siamo praticamente pronti per tornare all’attività live: indiscrezioni ci dicono che potremmo essere presenti alla festa della birra di Songavazzo (se non ci inchiappettano, come peraltro sembra probabile. Il problema di fare organizzare le cose a Nello è che finiscono sempre in sodomia. E cominciamo a pensare che non sia casuale –ma facciamo un omaggio a Nello, che con la chitarra è capace di riprodurre la parte della tromba in Zeta Reticoli, ormai la nostra cover simbolo-). In ogni caso vi darò ulteriori informazioni sui nostri concerti prossimamente: per il momento c’è la possibilità Songavazzo a fine Giugno e la data al Pacì Paciana, ancora da stabilire –ma sicuramente qualcosa accadrà ancora…-. Per la data al Fantabosco stiamo ancora valutando. Fra Giuchino e Tonio Cartonio non scorre buon sangue per una questione di droga.Allo stesso tempo il concerto a Baghdad pare saltato (ahahahahahahahahhahaha. Ma quanto sono simpatico?). 

Inoltre voglio ricordarvi che il cd “Minorati mentali ma fieri di esserlo” è sempre scaricabile gratuitamente, invitando chiunque non lo possedesse (all’incirca il 101 % della popolazione mondiale –questa statistica ha un margine di errore dell’1%-) a scaricarlo: insomma, non vi costa niente e ci fareste felici. E felici ci hanno fatto le reazioni che abbiamo suscitato in tre persone (ok, non è che sia questa proporzione enorme. Però già avanzare per piccoli passi per noi è un progresso. Tenete conto che quando abbiamo iniziato non sapevamo suonare o cantare. Ora siamo diventati degli esperti. Nell’allacciarci le scarpe. Certo, non sappiamo ancora cantare o suonare. Ma nella vita non si sa mai. Anzi, con le nostre credenziali potremmo benissimo fare gli opinionisti a Controcampo). Da qualche tempo abbiamo esportato la newsletter su di un sito americano, numberonemusic. Nel giro di due mesi si è iscritto un centinaio di persone (il bello dell’alcol è che la gente fa cazzate e poi non se ne ricorda. Tipo iscriversi alla nostra newsletter). Jacob da New York ci ha scritto (“Damn guys this music is so magic!!!!!!! Hope everything's gonna go well for you!!!!!!!!!!!!!!! Thanx for the news and the music and everything, rock on. Jacob”). Julio dalla California invece: “Punkaro is a HUGE influence to us, thank you so much guys, you rock so kool! Also we gonna have a brand new song in a few days, check at my page and drop back a comment if you have time.. Rock on men!”). E infine Jennifer dal Kentucky: “Hey Punkaro, just wanted to drop by to leave some greetings and show my love and respect, always gonna keep supporting you and spreadin a word..you're one of my fav bands Keep rocking guys! Jennifer”. Ok. Mi rendo perfettamente conto che per un gruppo normale le mail dei fans dovrebbero essere normalità. PROPRIO PER QUESTO per noi è stato molto bello riceverle. Ringraziamo perciò per il sostegno, nell’impegno di continuare a fare pessime canzoni!

Mi sono dilungato anche troppo. D’altronde scrivere è un ottimo rimedio alla depressione. Certo, anche il prozac ed il valium non funzionano male. Anzi, forse anche meglio. Auguro a tutti un buon proseguimento di vita. Maga.

IL CD DEI PUNKARO FINALMENTE SCARICABILE GRATUITAMENTE A QUESTO INDIRIZZIO: http://rapidshare.com/files/27876176/Punkaro_Minorati_mentali_ma_fieri_di_esserlo.rar.html

 Per chi volesse contattare su Msn me, Miso o Duccio, questi sono i nostri indirizzi:Maga: paomagarini@hotmail.comMiso: ragno.mosca@hotmail.itDuccio: duccio.b@hotmail.it  Ecco i nuovi aggiunti della settimana

Giulia è una giovine bredese e, come tale, segue con apprensione le sorti della squadra locale Breda Jds. Si destreggia abilmente con il basso ma, nel tempo libero, riesce anche a rimediare qualche 30 e lode qua e là. La sua massima aspirazione è quella di battere Jack Sparrow in una gara a base di rum, oltre a vedere i Punkaro dal vivo e dedicare loro uno dei suoi celebri "Braviiiii" con applauso.

(presentazione offerta dall’efebico Macciò) Poi Thomas. Egli è uno dei due boss supremi della redazione politica della Voce di cui faccio parte anch’io (eh… la mia vita è piena di risvolti di cui pochi possono effettivamente interessare a qualcuno…). Non aggiungo altro su di lui anche perché ho la fermissima convinzione che appena riceverà questa newsletter verrò cacciato…. Ed ora i nuovi gruppi:Il primo gruppo sono i Crummy Stuff, che probabilmente conoscerete già (anche solo per sentito dire. No?). Nati nel 1994, dopo un demo (“Non duri Molto”) e un 7” (El Coche Loco”), nel ’96 producono il loro primo cd (“Punk’s not sad”). Nel ’98 esce il secondo album (“Never trust a punk”), e nel 2000 producono il loro terzo album, Fuck Europe, che possiedo anch’io ORIGINALE! Dopo una serie di concerti (oltre al deconstruction, aprono ai Bad Religion e arrivano fino in sudamerica) nel 2002 producono il quarto album, interamente di cover: “The Way we listen To”. Per chi volesse, i Crummy Stuff sono un grppo piuttosto vario che spazia dal pop punk fino a un punk più convinto. A me Fuck Europe” piace, mettiamola così. 

Il secondo gruppo sono i Dott. Nemesi, che non so se conoscerete già (a meno che non abbiate un certo cd di Punkadeka). Così sul loro sito si descrivono: “dott.Nemesi che sono nati che dopo più o meno che nell’inizio del 2000 (..) Che suonano Punk-rock tipo che tanto è uguale, che fanno le serate nelle balere e nelle paninoteche che fanno gli schech umoristici e dicono un sacco di pataccate come quelle che cantano che poi non li pagano mai perché bevono il “rum en cola” e dopo che rompono talmente i coglioni che li cacciano sempre a pedate in faccia e li buttano fuori il nel mezzo della strada che poi ci fanno anche i cannoni.”

 Per questa settimana ci salutiamo! Alla prossima!                                            MagaPunkaro Per contattarmi (che figo, ho CINQUE mail…):r.magarini@tin.itmagapunkaro@virgilio.itpunkaromaga@virgilio.itmaga.punkaro@virgilio.itpunkaro.maga@virgilio.it WWW.EMOTIONALFLASHBACK.COM/BANDS/PROFGRUPPI.PHP?GRUPPO=PUNKARO/ Mi raccomando, visitate il nostro sito HTTP://ALICE.VIRGILIO.IT/PUNKARO/ Oppure il sito delle news, su cui ritroverete tutte le precedenti newsletter e le prime edizioni delle idiozie!WWW.PUNKARO.SPLINDER.COM/  Si ringraziano i siti da cui sono tratte le idiozie e le immagini:digilander.libero.it/rabbrividiscowww.Bastardidentro.comGuide.supereva.comwww.Barzellette.itwww.riccardoorioles.org/ RISPETTIAMO LA TUA PRIVACY!
Siamo coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo di accettare le nostre più sincere scuse se questa mail non è di Suo interesse. La presente è inviata in copia nascosta e ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali, l’autore della newsletter si impegna a non divulgare le suddette informazioni e di garantire all’interessato/a la massima riservatezza e sicurezza in merito, nel rispetto della normativa sopra richiamata. Abbiamo reperito la Sua e-mail navigando in rete, o da e-mail che l'hanno resa pubblica, o da e-mail ricevute, o perché Lei è iscritto al nostro indirizzario. Se non intendesse ricevere ulteriori comunicazioni, la preghiamo di cancellarsi  @@
 
 
18 Ottobre 2005

I miei pensieri

CANNABIS: DAVVERO COSI’ DANNOSA?
Chi non ha mai sentito un’affermazione del genere? E se non è il figlio è il nipote o il figlio dell’amico… eppure… eppure se solo ci fosse più informazione le canne non verrebbero più viste come la sciagura dell’umanità! Naturalmente in questo articolo mi propongo di esaminare solo questo tipo di droga leggera… le droghe pesanti o qualunque altro tipo di droga che danneggia il cervello sono assolutamente da evitare!
L’uso della canapa indiana risale agli albori dell’umanità, in Cina e in India. Mentre in Cina veniva usata come medicina, in india era utilizzata solo come sostanza inebriante nelle cerimonie religiose. Secondo una leggenda infatti il Dio Shiva, per cercare ombra, si ritrovò in un bosco di piante di canapa a sette punte, ne assaggiò una e presto divennero il suo cibo preferito. Gli Sciiti, popolo nomade del mar Nero, bruciavano i semi di canapa, inalavano il fumo e urlavano di gioia. In Europa la cannabis si diffuse molto più tardi, in quanto l’oppio la faceva da padrone. Per secoli si coltivò la canapa solo a scopo industriale, fino all’arrivo di Napoleone in Egitto, che la trovò e, sotto forma di hashish, la portò nel vecchio continente. Da alcune testimonianze si deduce che ,comunque, anche prima in Europa se ne faceva uso, seppur limitato: Marco Polo, nel “Milione”, spiega la leggenda del Vecchio della montagna che arruolava i briganti, li drogava con hashish e altre sostanze affinché diventassero assassini: assassino deriva infatti da hasheshins, consumatore di hashish. Ma è accertato il fatto che, per rendere un uomo un assassino, come sostanza l’hashish non valga granché… Anche Boccaccia, nella novella VIII del giorno III del “Decamerone”, cita la “polvere di meravigliosa vertù” usata dal Vecchio della montagna. Molto probabilmente persino Shakespeare ne faceva uso, e forse la sua straordinaria produzione poetica deriva da questo. Nel sonetto 76 egli sostiene che “l’invenzione (è) in una nota erba”, erba importata in tutta Europa dai marinai portoghesi di ritorno dai loro viaggi. Per di più l’analisi di alcune pipe trovate nell’ultima residenza del poeta di Stratford-upon-Avon confermano tracce di marijuana. Voglio ribadire ancora che già nel 6000 a.C. veniva coltivata ed usata da miriadi di popoli: nel 3000 a.C. venne eletta in Cina:”erba superiore”. Non è certo una sostanza inoffensiva, è certo meno dannosa di alcool e tabacco. Infatti negli Stati Uniti le vittime da tabacco sono 425000 l’anno, da alcool da 100000 a 125000. Non esistono morti accertate causate da cannabis, NON ESISTONO!!!! Neanche un caso è stato mai segnalato, MAI. Per morire di abuso di marijuana dovrebbero venirne assunti quattrocento grammi contemporaneamente… insomma, l’unico modo perché un decesso avvenga a causa dell’erba è che i quattrocento grammi cadano da una decina di metri in testa a qualcuno. Eppure il WHO, l’organizzazione mondiale della sanità, ha soppresso un rapporto sulla sicurezza di questa sostanza. L’analisi aveva portato a un risultato stupefacente: la cannabis, anche se legalizzata, sarebbe stata comunque meno dannosa di alcolici e tabacco. Alcune persone però temevano che, dopo la pubblicazione del rapporto, la legalizzazione sarebbe stata un’ovvia conseguenza. Nel 2000, a Madrid, uno studio medico ha dimostrato che il principio attivo della cannabis e derivati, il THC, distrugge i tumori nei topi da laboratorio. Nulla di nuovo per gli U.S.A., che nel ’74, in Virginia, avevano dedotto le medesime conseguenza da un medesimo esperimento, ma il tutto venne tenuto nascosto. Come venne tenuto nascosto che il THC sopprime la reazione immunitaria che provoca il rigetto nei trapianti, che rallenta la crescita del cancro ai polmoni e al seno, che riduce lo sviluppo della leucemia: la cavie infette avevano una vita più lunga del 36%. Ma i governi Americani insabbiarono anche questo, Reagan e Bush cercarono addirittura di distruggere tutti i lavori di ricerca mai eseguiti su questa sostanza. Perché? La marijuana non da dipendenza, gli effetti di una comune dose (qualche canna per intenderci) sono solamente sensazioni di benessere, rilassamento, euforia e disinibizione, non vi sono complicazioni e tutto si esaurisce entro un’ora. Gli effetti peggiori (panico, apatia, allucinazioni) avvengono in casi estremamente rari, solo se la dose consumata è estremamente alta (con estremamente non si intende qualche grammo, ma decine e decine di grammi fumati di seguito) in concomitanza con altre sostanze, alcool ad esempio. Non esistono sindromi da astinenza e non determina il passaggio a droghe pesanti, se non per scelta personale. Il nostro stesso cervello produce sostanze di tipo cannabinoide, simili alle sostanze presenti nella cannabis, sarebbe perciò assurdo che il cervello producesse sostanze dannose a se stesso. Numerose sono poi le altre proprietà terapeutiche: è antinausea e antivomito, abbassa la pressione arteriosa, evita spasmi muscolari, riduce i dolori cronici, cura il mal di testa e l’emicrania, rinforza il sistema immunitario, dilata i bronchi riducendo il rischio di incorrere in crisi d’asma, riduce il rischio di crisi epilettiche, cura il glaucoma. Perché è proibita allora? Perché, il migliore dei farmaci antinausea durante la chemioterapia è l’ondansetron, a 35/40 euro per pillola. Supponiamo che la cannabis abbia lo stesso identico effetto e costi meno, sia naturale, coltivabile e producibile da tutti. Dove finirebbero tutti i soldi che guadagnano le case farmaceutiche? IN FUMO!!!! Tutte le pillole antiemicrania, tutti gli antinausea, tutti i rinvigorenti, tutte le medicine contro l’asma… non verrebbero più acquistati. Da nessuno. Questo è un appello a voi, mamme e papà del Fantoni: se vostro figlio si fuma una sigaretta o beve troppi alcolici, sgridatelo, se si fa di ecstasy, cocaina o eroina, punitelo severamente, fategli capire che sbaglia. Se si fa una canna invece, chiudete un occhio e, al massimo, se avete mal di testa o nausea, fumate con lui. Vi passerà



PAOLO MAGARINI

E’ solamente cenere…

Un gesto, una scintilla e la carta inizia a bruciare, finché il fuoco non riduce tutto in cenere. Dov’è ora Troia, regina dell’Asia Minore? Dov’è Cartagine? Dov’è la Roma imperiale? In cenere. La potenza, la celebrità, la mondanità, gli stessi uomini son destinati a divenire cenere e a giacere in urne o sotto fredde lapidi, nascosti alla luce del sole.
Eppure non tutto muore. Un mito arabo narra di un mitico volatile dalle penne dorate che, ogni cento anni, crea un nido su un qualunque albero, vi si posa e istantaneamente viene avvolto dalle fiamme, fino a quando di esso non resta che cenere. Ma, sepolto nella cenere, c’è un uovo, un semplice, minuscolo, indifeso uovo, da cui rinasce il magnifico uccello, lo splendore del medio Oriente: la fenice. La fenice, la resurrezione, la rinascita: nonostante il suo dominio anche la cenere può essere sconfitta.
Nel deserto squarciato dal Nilo non esistono più i faraoni, i sacerdoti e i contadini, ora sono solo cenere, senza distinzioni di sorta…una beffarda unità si può riscontrare nella morte. Eppure, in mezzo a quella stessa distesa di sabbia calpestata quattromila anni or sono da questo popolo, sorgono ancora, esposte alle intemperie, magnifiche creazioni, le piramidi, che, indifferenti alla decadenza umana, sorveglieranno dall’alto, suggestive sentinelle, il cammino dell’umanità. La medesima cosa accade a Roma, dove, sopra le ceneri di un glorioso passato, si erige tuttora con imponenza un arena, che fu teatro di spargimenti di sangue e crudeli ludi ed ora, con cinica magnificenza, è teatro di futili visite di orgogliosi cadaveri convinti di possedere l’universo mentre l’unica cosa che realmente possiedono è solamente la cenere, ignari di cosa possano significare duemila anni di vita.
Oltre alla materia che ci appare inerte e non cosciente, il decadimento non può scalfire in alcun modo i prodotti della mente umana: gli ideali, i sogni e le utopie. La libertà, la pace, l’uguaglianza sono fenici che, indifferenti alle continue repressioni dell’uomo stesso che le produce e le teme, nonostante continuamente vengano ridotte in cenere, continuamente rinascono, forse non nello stesso nido, ma di certo più maestose, più imponenti e più forti: come si può uccidere un’utopia? Gli uomini muoiono, ma non i loro sogni.
Le televisioni, i giornali, le mode portano alla lobotomia, provano a impedire all’uomo di pensare, proponendo di sostituirsi alla sua mente svolgendo “l’ingrato” compito di fornire pari stupidità a ognuno. Però il pensiero non muore, per quanto si possa tentare di sopprimerlo si ribellerà e premerà sempre più forte sulle tempie finché non verrà urlato al mondo intero. Io, patetico ammasso di carta da sfogliare durante tediose lezioni, sono solo cenere, in balia dell’implacabile azione del tempo.
Ma le idee che contengo, i miei sogni, le mie speranze non finiranno con me, vivranno per sempre nella mente di ogni uomo libero, nelle speranze di ogni bambino, nei sogni di ogni ragazzo, nel pensiero di ogni uomo incatenato quando vede sorgere il sole la mattina e nel cuore di ogni esule, immigrato o fuggito, che risente i suoni e ripensa ai colori della sua terra. Tutto ciò vivrà in eterno, ed io con lui.

Perché, anche se sono cenere, la cenere su di me non può niente.

Ash is:
è cenere.

Evvivai punkaro, la nuova punk rock band che sfornerĂ  tanti nuovi successi:

questa è la prima canzone:
SONO AUTOSUFFICIENTE (SESSUALMENTE PARLANDO)

Le ho parlato l’anno scorso
Lei mi ha andato affanculo
E da quel giorno ho scoperto
Posso fare anche da solo…

Io sono un pippaiolo
Io sono un pippaiolo
Sono autosufficiente
(sessualmente parlando)

Ho provato a far dei record
Sono arrivato fino a venti…
Ma la mano si è slogata….
Mi faccio le pompe da solo!

Io sono un pippaiolo
Io sono un pippaiolo
Sono autosufficiente….
(sessualmente parlando)
Io sono un pippaiolo
Io sono un pippaiolo
Sono autosufficiente….
(sessualmente parlando

Paolo Magarini, alias Maga, nasce nell’anno 0 in una grotta al freddo e al gelo. Essendo figlio di Dio la sua vita è piena di aspettative, e la sua infanzia viene trascorsa tra otri di acqua da tramutare in vino e pani e pesci da moltiplicare. Ma, dopo aver compiuto i miracoli, Maga non sapeva mai cosa farsene di tutte quelle cose… andò sul monte Sinai per consigliarsi con suo padre, e decisero di aprire un pub nell’alto dei cieli. Dopo due anni da barista (e siamo negli anni 12-14) avvenne l’incontro con Diego, che però doveva ancora nascere, quindi l’idea di una futura collaborazione fu presa in considerazione seriamente ma senza essere messa in atto. Per disintossicarsi dal vino, Maga tornò sulla terra, diede la vista ai ciechi e fece altre boiate simili, fin quando decise che era il momento di fare qualcosa di molto cinematografico. Fu messo in croce e al terzo giorno resuscitò all’urlo di Gabba gabba hey, la qual cosa stupì parecchio gli astanti, non fosse altro che gabba gabba hey, in antico bergamasco, significa “Aò, io suonerò nei Punkaro”. Aveva finalmente ottenuto le luci della ribalta, ma non era la celebrità che gli interessava, perciò per qualche centinaio di anni si ritirò a vita privata e decise di viaggiare. Dopo qualche epistola con Seneca decise che l’epoca attuale lo annoiava, abbiamo infatti qualche sua dichiarazione su questo periodo: ”Sì, è vero, la vita del messia è terribilmente faticosa. All’inizio puoi bere il vino gratis, ma quando la stampa è tutti i giorni vicino a te non puoi più permetterti certe cose, diventare il leader di una religione implica tanti sacrifici, e io, all’epoca, non me la sentivo di farli. Avrei dovuto rinunciare a tante cose…forse oggi non rifarei le stesse scelte…ma cosa ci vuoi fare? Io e Dio avevamo sbagliato due o tre cose nei comandamenti e sulla terra si sono messi tutti a ricamarci sopra… niente sesso fuori dal matrimonio, niente masturbazione…bah…chissà, sarebbe stato divertente fare il messia ancora qualche anno. Ma sì, in fondo mi sono divertito in altro modo…[…] Come ho fatto a cavarmela? Beh, io e Miso ci eravamo messi d’accordo per fare una sbronza colossale, ma da quando lavoravo come Gesù a tempo pieno non c’erano né soldi né tempo… allora lui si è spacciato come Giuda dai romani, mi ha venduto a Ponzio Pilato (Gigi) con cui ero d’accordo da tempo e ho lasciato tutto il peso della fama sulle spalle di Pietro (Duccio), come faccio di solito quando sono nei casini. La sera stessa di Pasqua ci siamo bevuti tutti e trenta i denari nei peggiori bar di Caracas. Quel che mi ricordo di quella sera è Duccio che ballava sul tavolo in mutande e poi si è vomitato addosso…eh eh eh, bei ricordi…eravamo giovani allora…[…] Dove sono andato dopo? Ho fatto un giro per il mondo…A dirla tutta non lo so esattamente dove…E’ che Gigi aveva sempre degli alcolici, portarlo in viaggio significa non rendersi mai conto di dove sei esattamente…passammo dei secoli così, poi la noia prese il sopravvento”. Ritroviamo Maga incoronato come imperatore nell’anno 1000 con il nome di Carlo Magno, ma fu un’esperienza isolata… “Sì, un giorno decisi che sarei diventato imperatore… e l’ho fatto. Ma governare stanca…mollai tutto abbastanza presto, anche perché Giuchino (pipino) il breve mi stava allettando con un nuovo progetto musicale, ma non se ne fece niente perché non esistevano ancora sale di registrazione, quindi il primo cd doveva aspettare.” Nonostante questo Maga e Giuchino fondarono una Band, chiamata I BARDI, che spopolò nel 1100 per una ventina d’anni. Canzoni quali “E’ dura suonare Punk nel medioevo”, “Punk Papa Punk”, “La locanda non mi riaprirà mai più perché ho sporcato tutti i tavoli di vomito” resteranno nella storia della musica. La formazione che divenne famosa in tutta Europa era questa: Maga e Miso menestrelli, una certa Sara al flauto, Giuchino al liuto. “Purtroppo non potevamo incidere nulla su disco, quindi molte canzoni andarono perse… ma per chi visse dal 1001 al 1024 non dimenticherà mai le nostre canzoni… io steso me ne ricordo solo una ventina…oltre alle tregià citate: ”Io che sono un appestato”, ”Il monastero è un bordello”, “La monaca di Monza me la farei”, “Duccio verrà bruciato dall’inquisizione”, “I vichinghi sono il futuro”, “Invadiamo lo stato della chiesa”, “S. Agostino è un coglione”, “Dio non esiste (me l’ha garantito lui stesso)”, “Scopriamo l’America”, “Voglio passare mille e una notte con te”, “Anarchy in the U.K.”, “Crociata alcolica”, “Roma brucia”, “Roma saccheggiata”, “La lega lombarda mi sta sulle palle (ma solo il partito)”, “Divina commedia ska”, ”Erasmo da Rotterdam and the other rebels”, “Vogliamo una controriforma!”. Se tutto andrà bene con i Punkaro cercheremo di riprodurne qualcuna, ma è solo un’ipotesi. I nostri concerti erano sempre stracolmi, poi qualcosa si ruppe…Eravamo stanchi, sempre in tour a rischio briganti… Così decidemmo di fare l’ultimo concerto a Parigi…fu un successo immenso…arene strapiene, quasi seimila persone paganti…indimenticabile…ma decisi di staccare un po’ e partii per l’India su invito di Gigi che nel frattempo si era stabilito là… solo perché la Giamaica era troppo lontana e non ancora scoperta…”. Ma dopo i trecento anni in India, Maga decise che era venuto il momento di partire e, su insistenza di Gigi, nel 1492 dal porto di Palos la sua nave fece rotta verso la… Giamaica. Infine scoprì anche l’America. Si prese altre centinaia di anni di pausa, finché non decise che era venuto il momento di liberare l’Italia. “La storia dei mille è una colossale stronzata… eravamo in una decina, ma Duccio aveva bevuto quindi faceva casino per un migliaio di persone…Come conquistammo la Sicilia? Brutta situazione… ci servimmo di Walter, che dopo cinquecento anni di lavoro ininterrotto da cuoco, si era permesso una pausa… sbarcò in Sicilia e cominciò a parlare agli abitanti di quanto fosse sfortunato… dopo mezz’ora eran tutti fuggiti e l’isola era nostra…l’unico problema fu convincere tutti a tornare.


Paolo Magarini, alias Maga, nasce nell’anno 0 in una grotta al freddo e al gelo. Essendo figlio di Dio la sua vita è piena di aspettative, e la sua infanzia viene trascorsa tra otri di acqua da tramutare in vino e pani e pesci da moltiplicare. Ma, dopo aver compiuto i miracoli, Maga non sapeva mai cosa farsene di tutte quelle cose… andò sul monte Sinai per consigliarsi con suo padre, e decisero di aprire un pub nell’alto dei cieli. Dopo due anni da barista (e siamo negli anni 12-14) avvenne l’incontro con Diego, che però doveva ancora nascere, quindi l’idea di una futura collaborazione fu presa in considerazione seriamente ma senza essere messa in atto. Per disintossicarsi dal vino, Maga tornò sulla terra, diede la vista ai ciechi e fece altre boiate simili, fin quando decise che era il momento di fare qualcosa di molto cinematografico. Fu messo in croce e al terzo giorno resuscitò all’urlo di Gabba gabba hey, la qual cosa stupì parecchio gli astanti, non fosse altro che gabba gabba hey, in antico bergamasco, significa “Aò, io suonerò nei Punkaro”. Aveva finalmente ottenuto le luci della ribalta, ma non era la celebrità che gli interessava, perciò per qualche centinaio di anni si ritirò a vita privata e decise di viaggiare. Dopo qualche epistola con Seneca decise che l’epoca attuale lo annoiava, abbiamo infatti qualche sua dichiarazione su questo periodo: ”Sì, è vero, la vita del messia è terribilmente faticosa. All’inizio puoi bere il vino gratis, ma quando la stampa è tutti i giorni vicino a te non puoi più permetterti certe cose, diventare il leader di una religione implica tanti sacrifici, e io, all’epoca, non me la sentivo di farli. Avrei dovuto rinunciare a tante cose…forse oggi non rifarei le stesse scelte…ma cosa ci vuoi fare? Io e Dio avevamo sbagliato due o tre cose nei comandamenti e sulla terra si sono messi tutti a ricamarci sopra… niente sesso fuori dal matrimonio, niente masturbazione…bah…chissà, sarebbe stato divertente fare il messia ancora qualche anno. Ma sì, in fondo mi sono divertito in altro modo…[…] Come ho fatto a cavarmela? Beh, io e Miso ci eravamo messi d’accordo per fare una sbronza colossale, ma da quando lavoravo come Gesù a tempo pieno non c’erano né soldi né tempo… allora lui si è spacciato come Giuda dai romani, mi ha venduto a Ponzio Pilato (Gigi) con cui ero d’accordo da tempo e ho lasciato tutto il peso della fama sulle spalle di Pietro (Duccio), come faccio di solito quando sono nei casini. La sera stessa di Pasqua ci siamo bevuti tutti e trenta i denari nei peggiori bar di Caracas. Quel che mi ricordo di quella sera è Duccio che ballava sul tavolo in mutande e poi si è vomitato addosso…eh eh eh, bei ricordi…eravamo giovani allora…[…] Dove sono andato dopo? Ho fatto un giro per il mondo…A dirla tutta non lo so esattamente dove…E’ che Gigi aveva sempre degli alcolici, portarlo in viaggio significa non rendersi mai conto di dove sei esattamente…passammo dei secoli così, poi la noia prese il sopravvento”. Ritroviamo Maga incoronato come imperatore nell’anno 1000 con il nome di Carlo Magno, ma fu un’esperienza isolata… “Sì, un giorno decisi che sarei diventato imperatore… e l’ho fatto. Ma governare stanca…mollai tutto abbastanza presto, anche perché Giuchino (pipino) il breve mi stava allettando con un nuovo progetto musicale, ma non se ne fece niente perché non esistevano ancora sale di registrazione, quindi il primo cd doveva aspettare.”

L’URLO
Quando un barbone ti guarda,
imbrattato dalla sua stessa bava,
e ti supplica,
tu cosa fai?
Acceleri
O lo ignori?

Quando incontri un drogato,
accasciato al suolo,
che ti osserva,
tu cosa fai?
Lo deridi
O inorridisci?

Quando sullo schermo
Vedi immagine di morte
All’ora di cena,
tu cosa fai?
Cambi canale
O continui a mangiare imperterrito?

Quando la sofferenza
Bussa alla tua porta di casa,
tu cosa fai?
La fuggi
O ne resti indifferente?

Puoi correre, scappare o nasconderti,
ma prima o poi dovrai rispondere
alle urla di dolore.

Puoi fingere, dissimulare o riderne,
ma prima o poi dovrai rispondere
alla tua anima.

ARIDITA’
Il vento trascina la sabbia
Lungo la landa desolata,
i radi alberi rinsecchiti
sono barriera troppo debole.
Destinati a cadere,
affrontano la sorte
con malcelato orrore:

la loro caduta è un grido
di disperazione
che si perde
lontano.

L’orrore pervade la terra nera,
bara di arbusti giĂ  morti.

La vita non c’è,
non è più qua
e forse
non c’è mai stata.

Il giorno e la notte non hanno senso
Dove il tempo non esiste.

Il vento trascina la sabbia
Lungo la landa desolata.
Un teschio rotola attraverso il paesaggio,
viene sbalzato e si schianta al suolo,
infrangendosi in mille pezzi.

TERRA SCONSACRATA

Croci di legno conficcate nel terreno,
Piegate dalle intemperie,
Segnano il riposo di uomini
Che non sono piĂą.

Di loro resta il ricordo
Di stagioni passate,
Di odi e amori, di amicizie e rancori
Di vite finite.

L’aria è calma, serena,
Il cielo è stellato.
A intermittenza, sopra le tombe,
Piccoli fuochi blu avvampano.

E se non li conoscessi
Diresti che le anime
Ti stan sorvegliando,
vegliando su di te.

La notte è placida, amica,
la brezza è piacevole.
Da un rivo vicino
Risuona una dolce nenia.

E se non ne fossi sicuro
Diresti che stan sognando,
Non li ha colti la morte, ma il sonno,
Un lungo, pacifico sonno
Fino al risveglio.

RACCONTO D’AUTUNNO

Ancora l’Autunno ci coglie insieme, abbracciati, avvinghiati in una morsa: solo essa ci permette di respirare. E senza di essa moriremmo.
Il tuo sorriso è quello di sempre, ed i tuoi occhi di perla si illuminano quando ridi, io ne gioisco segretamente.
Ogni volta che mi guardi così mi togli il respiro, tu lo sai, ma non per questo smetti di fissarmi.
Poi un bacio, due, tre, ti allontani dolcemente, e dolcemente ritorni da me.
Strofini il tuo naso rosso contro il mio: hai freddo, ma voglio credere che i brividi sulla tua pelle siano causati dalle mie carezze sulla tua schiena.
Le mie mani risalgono lentamente il tuo profilo, si insinuano sotto la tua maglietta e disegnano il tuo contorno, di tanto in tanto smetti di respirare mentre attendi trepidante che giungano fino alle tue guance ed alle tue labbra.
I tuoi capelli corvini sembrano brillare nella luce lunare che ci illumina, un leggero vento li lascia ondeggiare ed adagiarsi sul mio volto, ed io mi inebrio del loro aroma.
Questa sera il parco è deserto, questa sera il parco è stupendo, questa sera il parco è nostro.
Una foglia si stacca da un ramo e, lentamente, scivola verso di noi. Io la osservo avvicinarsi mentre tu appoggi il viso sulla mia spalla.
D’improvviso ti zittisci.
Il silenzio ci circonda e ci avvolge, inaspettato compagno d’una notte d’Ottobre.
S’alza il vento, un vento freddo, un vento gelido, non più una leggera brezza. Ci colpisce, muta lo scenario e si insinua in noi. Lui sa. La natura sa.
Gli alberi da malinconiche e benevole sentinelle divengono anime frementi in balia di una danza assillante e violenta.
Loro sanno, e anch’io lo so. So cosa devi dirmi, lo so da tempo, ma cerco di dimenticarlo, fingo il contrario, mento a me stesso.
Tu mi guardi e mi parli.
Mi dici che devi partire, mi dici che non puoi restare, mi dici che con il cuore rimarrai sempre qui, ma questo posto non è incluso nel tuo futuro. Io ti credo, io faccio finta di crederti, io cerco disperatamente di crederti, ma capisco che sto per morire. Senza di te morirò.
Poi il silenzio, non più compagno, ora nemico, ora orribile, scende su di noi, finché un rintocco di campana non risveglia i nostri fantasmi.
Devi tornare, lo so, e so anche che non ti rivedrò più.
Ti guardo alzarti, mi stringi la mano… ti guardo: sei bella, sei meravigliosa, sei il mio angelo…. Sei lontana. La presa si allenta, mi guardi implorante, ti osservo commosso. La presa si allenta, provo a stringerti ma tu mi sfuggi….
E te ne vai.
Io ti osservo, in questo parco desolato, e ti odio.
Ti odio perché te ne vai, ti odio perché ti amo, ti odio perché possiedi una parte di me che non riotterrò.
Poi il silenzio… di nuovo.
Accendo una sigaretta che non voglio fumare e aspiro. Torri di fumo si innalzano, mutano forma, serpeggiano e spariscono nell’immensità.
Cade una lacrima, tu dove sei?
Lontana. Sei giĂ  lontana.
Io ti penso, al buio, da solo e so che morirò.
Sei stata la mia vita, ora sei la mia morte.

Dedico a te tutto questo, mio splendido crisantemo. Ti dedico questa felicitĂ  di un momento e questo immenso dolore.

MAGARINI PAOLO

Le strade son deserte, le campane battono i due rintocchi.
Qualche faro, di tanto in tanto, illumina la strada, ma rappresenta solamente un trascurabile istante fra oscuritĂ  e oscuritĂ .
Le anime pie sono giĂ  barricate nei loro rifugi di mattoni e cemento a lucchetto chiuso: a una certa ora il paese appartiene solo ai vagabondi e ai randagi.
Forse è meglio così.
Questa notte non voglio assistere alle “consuete” malvagità, all’ipocrisia che si annida in una quotidianità che pone le sue fondamenta nel vuoto.
La notte reca malinconia e riflessione con sé, per questo troppi la fuggono.

Car c'est une des pir's perversions qui soient Perché è una delle peggiori perversioni che
esistano Que de garder une rose par-devers soi. Tenersi per sé una rosa.

Non so più che ore sono, non m’importa.
Un locale sta chiudendo: l’allegria di inizio serata se ne è andata di pari passo con il diradarsi della folla al suo interno.
Sono rimaste solo poche persone sedute ai tavoli che osservano, quasi commosse, il riflesso delle loro esistenze sul fondo di boccali semivuoti. Alla mente tornano illusioni, speranze, amori vissuti, amori passati, amori mai nati.
Mi sento come loro ma non posso condividere la mia solitudine. Ne vado geloso.
Sento una forte affinitĂ  e una incolmabile differenza fra me e queste anime.
Decido di abbandonarli: la strada è ancora lunga, sconosciuto il tragitto, sconosciuta la destinazione.

E l’eco si è smorzato appena
Delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
In cui ciascuno chiude la sua pena
In cui ciascuno non è come adesso da solo con se stesso
A dir “dove ho mancato, dov’è stato?”,
a dir “dove ho sbagliato?”

Le stelle brillano alte nel cielo, la temperatura è calata di un ennesimo grado. La neve ha ricoperto completamente la montagna di un manto bianco che scintilla al riflesso della luce lunare.
Questa scena esercita su di me un fascino inspiegabile, impossibile da comunicare a chi non abbia mai vissuto una situazione simile.
E’ una notte strana. Una notte come tante, come tante altre notti dotata di una forte sensualità, come tante altre notti unica.
Mi inebrio del profumo dei miei ricordi, ritrovo i colori e le sensazioni che credevo perse, schiacciate dal ciclico ruotare delle giornate e delle esperienze.

Je veux dedier cette poeme Io voglio dedicare questa canzone
A celles qu'on connant a peine A quelle donne conosciute appena
Qu'un destin different entranne Che un destino differente separa da noi
Et qu'on ne retrouve jamais E che non ritroveramo mai piĂą

I miei passi risuonano nell’aria, curioso controsenso per un tragitto dove abitualmente lo sferragliare di esseri d’alluminio si impossessa dell’aria.
Il mio errare invece ora violenta il silenzio di una placida notte di mezzo inverno.
Improvvisamente un’ombra spunta da una traversa, apparizione surreale, mi scivola a fianco, e, con passo sicuro, percorre le mie orme a ritroso.
Io lo invidio e lo disprezzo.
Lo invidio in quanto sa qual è la sua strada, la percorre senza ritrosie, e quasi mi spiace che non coincida con la mia.
Ma lo disprezzo. Capisco che non voglio compagnia, solo l’idea di una persona al mio fianco in questo momento mi fa rabbrividire. E provo uno strano odio per le persone.
Mi volto e lo osservo scomparire dalla linea del mio orizzonte. Non noto più una persona, bensì un involucro vuoto. Un automa.
Mi sento un’entità diversa, inconciliabile con il resto del mondo.

Siete tutti così vuoti, porte spalancate,
solite parole vuote come la noia.
O forse sono io, sono io, sono pazzo.

Un cane abbaia svogliatamente, mi desta dalle mie riflessioni, e i pensieri si diradano come la cima di una torre di fumo.
D’improvviso mi accorgo dove sono: al cimitero.
Dalle due all’alba il tempo perde di senso, scorre ma non ne è più conscio, nessuno ha più interesse a misurarlo, e il paese è solo desolazione e silenzio.
Il cimitero è la piena espressione della desolazione e del silenzio.

Sale la nebbia sui prati bianchi
Come un cipresso nei camposanti,
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Entro.
I lumini emettono una luce soffusa che illumina solo parte delle statue di nero colore che protendono le braccia verso il cielo con espressione sofferente sul volto, rendendole mostruosi ibridi che potrebbero agitarsi da un momento all’altro.
Percorro quasi con timore i minuscoli viali al bordo dei quali giacciono numerose lapidi di marmo totalmente gelido, in parte coperte dalla neve.
Ripercorro decine e decine di esistenze per mezzo di brevi epigrafi, se sono presenti, oppure solamente per mezzo di nomi e date.

Prince n’enquerez de sepmaine Di loro, Principe, non chiedete
Ou elles sont, ne de cest an, Dove sono, ora o fra un anno,
Qu’a ce reffrain ne vous remaine: Se il ritornello non volete udire:
mais ou sont les neiges d’antan? Dove sono le nevi di un tempo?

Gli occhi dello foto, recenti oppure ingiallite a causa del tempo e delle intemperie, sono rivolti verso di me, alcuni sono sguardi di disperazione, altri gioiosi, ma tutti velati da una sottile tristezza.
Cosa cercate da me? Cosa volete? Non posso ridarvi il tempo passato… è questo che bramate? Vivere di nuovo? Modificare ciò che è stato?
No. Non è questo. Cosa allora? Cosa si cela dietro a quella tristezza?
Poi comprendo. E decido di fare qualcosa che avrei dovuto fare giĂ  da molto.
La strada la conosco, la tomba ora è lì, di fronte a me.
Il vaso in cui dovrebbero esserci i fiori è vuoto, ma, a differenza di tutti gli altri di questa ala, è totalmente privo di neve al suo interno. Scruto a destra, scruto a sinistra: la neve è ovunque, tutta la terra è ricoperta…tranne in questo punto.
Poi lo noto. Di fronte a me, nel vaso, esile, un piccolo bucaneve.
So cosa fare.
Lo colgo dolcemente e lo depongo, molto lentamente, sulla lapide.

Dio di misericordia, il tuo bel paradiso
Lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso,
Per quelli che han vissuto con la coscienza pura,
L’inferno esiste solo per chi ne ha paura.

D’improvviso un rumore di passi felpati risuona alle mie spalle, mi giro ma… nessuno.
Chi può essere? Eppure…nessuno. Tendo l’orecchio, ma non sento più nulla.
Perplesso, torno ad osservare la lapide.
Il bucaneve giace ancora dove l’ho deposto io, ma qualcosa è successo. Il vaso dove l’ho colto, l’unico vaso non coperto di neve in tutto il cimitero…. ora lo è.
E’ qualcosa di assolutamente surreale, assurdo, inconcepibile… ma è successo.
Un ondata gelida mi scuote, forse a causa di una leggera brezza fredda, più probabilmente perché son conscio che qualcosa di impossibile, questa notte, è divenuto possibile.

Sopra le tombe d’altri mondi nascono fiori che non so.

Mi porto la mano alle labbra e poi accarezzo la foto, cercando di spolverarla.
Noto con piacere che l’espressione è ora di pace.
Dopo non so quanto tempo mi scuoto, e decido di andarmene. Esco dal cimitero, chiudo il cancello e, pensieroso, percorro il viale recinto da cipressi che si stagliano verso una luna sempre piĂą brillante.
Lo stesso rumore di passi felpati udito prima mi ridesta dai miei pensieri, mi volto di scatto e…un brivido.
Immobile, una sagoma umana, dietro il cancello che ho appena accostato, mi scruta.
Io faccio altrettanto.
Non riesco a definirla, non capisco dove essa finisce e dove inizia la notte. E’ totalmente priva di colore, nero. Nero e basta. Oscurità.
Dopo un attimo interminabile, l’ombra si congeda.
Io la saluto e sussurro “Buon riposo”.

Uomini cui pietĂ  non convien sempre
Mal accettando il destino comune,
Andate, nelle sere di novembre,
A spiar delle stelle al fioco lume,
La morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
Muover le tombe e metterle vicino
Come fossero tessere giganti
Di un domino che non avrĂ  mai fine.
Uomini, all’ultimo minuto
Non vi assalga il rimorso ormai tardivo
Per non aver pietĂ  giammai avuto
E non diventi rantolo il respiro.

Paolo Magarini
Era un giorno assolato di Ottobre e il sole aveva sconfitto le nuvole, profezia della nascita degli Sbeppuz. Riccardo Filisetti e Michele Visinoni si stavano recando assieme a chiamare Magarini Paolo. Michele, in arte Miso, stava canticchiando;boy band; dei Velvet, quando Riccardo, in arte Richi o fuggitivo, chiese incuriosito all'amico in che boy band suonasse, al che Dio suggerì a Miso una parola che sarebbe diventata il simbolo di una generazione: Beatles, ma essendo già stata usata optò per Sbeppuz. Dopo aver risposto Miso chiese a Richi se ci sarebbe voluto entrare, e richi disse. .
Allora citofonarono a Paolo, in arte Maga, che li fece ascendere al cielo in casa sua.
I due Sbeppuz, vedendo in Maga il Paul McCartney dei derelitti, non si lasciarono sfuggire l'occasione di ingaggiare un nuovo membro. Gli chiesero. disse Maga, e, mentre gli altri due lo crocifiggevano, si rivolse al cielo e disse e accettò; Poco dopo i Metallica suonarono al campanello di maga per cercare un cantante, ma era troppo tardi;
Allora apparve l'arcangelo Gabriele che disse e si recò dagli Scavenger.
Allora apparve l'uomo fionda che si scusò per la gran confusine fra angeli e supereroi e suggerì ai tre di accettare nel gruppo anche Carlo, perché privo di amici (a parte se stesso) e perché possessore di un computer
. Il viaggio non fu semplice, anche perché Poseidone, irato per l'accecamento del figlio Polifemo, fece ingrossare il torrente di Rovetta. I tre, accorgendosi che non dovevano attraversare il torrente di Rovetta per giungere da Carlo, spinti dalla passione si recarono assieme ad Ulisse ad Itaca, ma capirono di aver sbagliato qualcosa nel loro tragitto. disse Topolino mentre calciava gli albanesi che aveva aggrappato addosso in mare. E così Alban giunse fino a Ponte Selva. Topolino salutò gli amici e riiniziò la sua seconda attività, che è quella di pedofilo retribuito dallo stato.
Tristi per la scomparsa della lurida pantegana i tre Sbeppuz giunsero insieme a Frodo e all'anello del potere fino al monte Fato: disse Pippo mangiando noccioline e calciando zingari in mare. rise poi felice il personaggio Disney sniffando cocaina. Gli chiese preoccupato Miso urlò Pippo mentre moriva di overdose.
I tre persero così il loro miglior batterista e ripiegarono su Carlo: esclamò Maga, . Dopo aver seguito il Minotauro per tre mesi si accorsero che lui aveva una cicatrice sul collo, dopo solo sette mesi si accorsero che sulla porta dove c'è scritto spingere non si deve tirare. Dopo dieci mesi scrissero a babbo natale la letterina per essere riportati a casa.
Giunse dunque Topolino vestito da babbo natale che li face salire sulla slitta carica di marocchini da gettare a largo. esclamò il topo bastonando un ebreo . . Topolino li riportò a Rovetta di fronte a casa di Carlo.
Carlo offrì delle omelette (volgarmente chiamate frittate) alla provola ai conoscenti e disse: . Topolino approvò e gli strinse la mano. I tre ribussarono di nuovo e chiesero a Carlo se voleva entrare negli Sbeppuz. Dopo il sì di Carlo giunsero i Metallica a cercare un cantante, ma ormai Carlo aveva scelto. Perciò i Metallica ripiegarono su Fega, ma questa è un'altra storia.
I quattro decisero quindi di iniziare con il primo cd, ma la casa di Carlo era infestata dai topi, da sua mamma e dai mammut. Soprattutto i mammut erano fastidiosi, perché rimanevano incastrati sotto le suole della scarpe.
Intrapresero perciò la via del bosco, e vi trovarono cappuccetto rosso che piangeva . Chiese Carlo sconsolato e i quattro se ne andarono a soffiare su una casa di fiammiferi di un maialino.
risposero i quattro, e lo mangiarono ancora vivo. Giunsero a una seconda casa di legno, soffiarono e la casa cadde. <è per mangiarti meglio> risposero erroneamente gli Sbeppuz.
Il maialino scappò e si rifugiò nella casa di dolci dove Hansel e Gretel erano chiusi in gabbia perché la strega li voleva mangiare. I quattro parteciparono al banchetto e da buoni ospiti portarono il vino. risposero loro.
Usciti incontrarono sette nani di rifondazione comunista che andavano a preparare attentati con le brigate rosse Chiese Maga. risposero i nani mentre si rollavano un cannone, . chiese ingenuamente Carlo. Nessuno gli rispose, anche perché si erano addormentati improvvisamente tutti.
esclamò Miso, . E così fecero, e la principessa si svegliò. E mentre Carlo le metteva il dentifricio sotto il naso e mentre gli altri sputavano addosso a entrambi, la principessa chiese: risposero in coro. e ritornò a dormire, compiaciuta dell'accaduto.
esclamò Richi chiesero Miso e Maga mentre giocavano a basket con i loro organi interni. urlò Miso lanciando lo stomaco addosso a Carlo, che subitaneamente lo mangiò. .
chiese loro Cesare, , e malignamente gli indicarono la strada corretta accompagnandolo per pugnalarlo: era il 44 a.C., o almeno così indicava l'orologio nuovo di Carlo. gli dissero calciandolo ai reni. , esclamò Giulio Cesare cantando l'Aida in azteco.
I quattro decisero quindi di andare alla guerra di Troia pensava Maga fieramente, ma arrivati scoprirono che era tutto occupato. disse Richi . Purtroppo togliere gli organi interni al cavallo goloso non era così facile. esclamò Maga gli rispose Miso, e, lasciata la carcassa del cavallo e di una bambina piena di big fruit sul prato, incendiarono la città. Chiesero gli uomini incendiati mentre le fiamme divoravano le loro carni e Real TV riprendeva la scena splatter in diretta
Giunsero quindi a Roma, dove due fratelli stavano creando la città. , disse Richi a Romolo rispose lui < Perché siamo fratelli!> . dissero a Remo. I due fratelli si scannarono, ma prima di uccidersi chiesero agli Sbeppuz che intanto stavano orinando sulle fondamenta di Roma il perché di tutto questo. , risposero i 4 in coro.
Questo per dire che è la passione a muovere gli Sbeppuz, tutto ciò che fanno è per la soddisfazione personale e non certo per il guadagno, tutti i loro Cd sono genuini, persino l'uomo del monte ha detto sìa Carlo e si sposeranno in Luglio. Quindi comprate i vecchi CD (Salmone agli asparagi Barilla, Sbeppuz for president, Grande fanghiglia, Wanted) oppure il nuovo cd RIFIUTI UMANI a soli 2 euro.
Perché farlo? Per passione!


e presto... la nascita dei punkaro.

SBPZ IT’S ALIVE

Dopo aver venduto un milione di copie al mercato nero degli organi di Zanetti di Ardesio, gli Sbeppuz sono andati in tournèe con Michael Jackson nelle scuole elementari di tutto il mondo. Ma, mentre gli Sbeppuz si limitano alla pedofagia, il buon vecchio Mike ama davvero i bambini (in tutti i sensi…). L’ultima tappa del tour a Paperopoli è stata trionfale, specialmente per l’apporto della groupies Qui, Quo e Qua e del loro motto: Qui –Sbeppuz - , Quo -,-, Qua – Forever -. Purtroppo per i tre fratellini, la loro voce infantile ha convinto Michael Jackson a sostituire gli Sbeppuz con loro… chissà perché… Comunque i quattro, desiderosi di fama e di caffè marocchini, dopo Paperopoli, si son recati all’inferno dantesco. L’ingresso era gratuito e l’happy hour durava fino al 2030, lì ritrovarono il loro vecchio amico cocainomane Pippo. Carlo gli chiese subito:- Pippo, hai smesso di pippare e di farti le pippe?- scoppiando poi in una fragorosa risata mentre gli altri tre si spulciavano vicendevolmente e mentre Cerbero azzannava Babbo natale, che, per la cronaca, non esiste (no, scherziamo, esiste e fa il preside al Fantoni). Pippo rispose –yuk yuk- e si mise a cantare Anarchy in the U.K. in kazako roteando velocemente le pupille in tondo. -Questo è strafatto!- esclamò Maga dandogli amichevoli pacche sulle spalle. Nel frattempo arrivò anche Topolino con un’espressione divertita sul viso, -Che hai?- gli chiese ingenuamente Richi, il ratto rispose –Ho appena rubato i regali di Santa Lucia per finanziare un circolo di intellettuali che picchia i negri. La mia xenofobia è diventata molto più ragionata e civile quest’estate, adesso oltre a bruciare gli extracomunitari li bastono anche, ma poi chiedo scusa, così soffrono meno. Dovreste vedere il loro sorriso di gratitudine in quei momenti, mi commuovo sempre-. Dovete sapere che era il giorno del suo compleanno, egli non aveva mai accettato di essere un topo perciò teneva un foulard della lega a coprire le orecchie. Improvvisamente entrò Bossi con trentacinque bambine orfane legate insieme con i capelli incendiati…-che bello, anche le candeline!!!!- esclamò Topolino spegnendo a badilate le bambine- vi siete ricordati!!!!!- . Gli Sbeppuz, capendo che quelle erano orfane di seconda qualità (comprate al lidl) se ne andarono indignati, incontrando per strada, nel girone dei falsi, Dart Wùolter, che stava sparlando del Fauno. La sua falsità era amplificata dalla giacca nera e dall’espressione da marpione che lo contraddistingue tuttora. –Tu sei abbastanza falso, vuoi entrare negli Sbeppuz?- disse Miso masticandosi con gusto il colon, -crccshss…se il mio sfruttatore mi lascia qualche pausa da capocuoco, si può anche fare… crcshhcr-. I quattro se ne andarono quindi abbandonando Carlo fra le braccia di Ercole, uomo abbastanza virile che poteva soddisfarlo appieno. Nel girone dei rompitesticoli incontrarono la marsupia, che nel frattempo teneva lontani i demoni fumatori dalla scala antincendio… nel frattempo Tomorrow, curiosamente posto nello stesso girone, stava istruendo i demoni disperati sul significato dell’arte, che in preda a crisi di nervi si staccavano le palle a morsi. Uno per sbaglio le staccò a Uolter, che tanto non ne avrebbe avuto bisogno comunque, perché non le usava… Nel girone dei lussuriosi, in cui Giantonna non era ammesso per evidente incompatibilità, a far da guardia c’era suor Germana che li lasciò passare in cambio di una prestazione di Wolter, che la lasciò però insoddisfatta… -me li ricordavo migliori i fustacchioni meridionali- lasciò come dichiarazione alla stampa curiosa… All’interno la Colzani era venerata come divinità (chi pensate che sia Venere?), e i quattro perciò accelerarono il passò per combattere i loro sentimenti e per evitare Caste che seduceva le primine… Nel girone degli Ulisse i quattro incontrarono nientemeno che Ulisse, che gli raccontò del suo viaggio: -Quando mi dipartii da padre Pio, che mi sottrasse più di un anno e il portafoglio, partii per Ardesio, ma i miei compagni erano spaventati dall’idea di andare in un posto così barbaro, perciò ci dirigemmo verso Chernobyll, che di sicuro era meglio, ma i miei amici eran comunque dubbiosi. Allora li esortai dicendo:-fatti non foste per viver come Alban, ma per seguir virtute e conoscenza-. Ci recammo dunque verso l’arcipelago delle sirene, le magnifiche figure leggendarie con corpo di pesce e busto di Colzani… non riuscimmo a resistere e son finito qui, nel girone degli Ulisse, ma mi sento tremendamente fuori luogo e solo- rispose Ulisse mentre Ulisse lo guardava e Ulisse gli sorrideva. Nel girone successivo, quello degli ubriaconi, gli Sbeppuz incontrarono Dante. –Come mai sei qui?- -Come c***o credi che abbia fatto a sparare tante c****te- Esclamò con una volgarità che non ci si aspetta da uno che ha scritto tutte quelle c****te. Stanchi di stare all’inferno, dove tanto sarebbero andati fra qualche anno, i quattro andarono nella Bibbia, dove il loro caro amico Dio li aveva invitati per una birra in compagnia. Ma non lo incontrarono, perché erano entrati nel testamento sbagliato, quello di un certo Abramo lo stantuffatore. La delusione fu forte, quasi come lo stantuffo di Abramo, che i quattro riuscirono a evitare per un soffio, Carlo, che nel frattempo li aveva raggiunti, no, e rimase incinta. Arrivò un angelo che gli disse:-tu partorirai con dolore!- -Ancora sei qua? Ma è già la terza volta?- -Tu comunque partorirai con dolore!- - Ci credo, sono un maschio!-. Questa affermazione di Carlo suscitò l’ilarità generale! Carlo irritato disse allora -Non ci possiamo più vedere!-Sei per caso diventato Bocelli- disse quel buongustaio di Richi mentre l’associazione palestrati ciechi si stava dirigendo verso di lui per riempirlo di saccagnate, tutti ciechi dalla rabbia. Carlo allora si diresse infuriato al Pavarotti and friends, e dopo aver rubato il microfono a Chandler disse:- Italiani. E’ giunto il momento delle decisioni irrevocabili! Io sono irrimediabilmente ga…- ma Aldo Busi gli tolse il microfono per aldobusarne di lui! Purtroppo non sapremo mai cosa ci volesse dire in realtà. I quattro, abbandonati da Carlo, tornarono da Dio per quella birra, poi, ottenuta la beatitudine a poker, se ne tornarono a casa. Ma nel loro cuore era rimasto qualcosa di quest’esperienza: un parassita. Che li divorò dall’interno: Walter Tenia. Ma questa è un’altra storia, che racconteremo un’altra volta. Vi amiamo tutti. Fisicamente.
JOHNNY ROTTEN
SID VICIOUS
(I gemelli Derrick)
 

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